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Dieci anni dopo, perché Queer As Folk USA era da vedere assolutamente.

Venerdì, 7 agosto 2015

di: Shaun Kitchener
Fonte: attitude.co.uk
Tradotto da: Klaudia62
Redatto da: Marcy

Mentre la versione originale inglese di Queer As Folk occupa un posto speciale nel cuore di molti uomini gay britannici, è stato il remake americano dello show ad aver conquistato lo scrittore Shaun Kitchener. Dieci anni dopo dalla messa in onda dell’ultima puntata della serie statunitense, Kitchener riflette sull'eredità di quello che è stato molto di più di “solo uno spin-off americano ...”

La versione inglese del Queer As Folk di Russell T Davies,che ha rivoluzionato gli schemi, è giustamente considerata uno degli show più importanti della storia della televisione LGBT+. Ma il suo remake americano,che è molto meno apprezzato (qui nel Regno Unito, almeno) edè andato in onda per cinque stagioni concludendosi dieci anni fa oggi (7 agosto), merita anche essomolto amore.

Tanto per cominciare, ha avuto una vita molto più duratura rispetto all'originale ambientato a Manchester. Mentre lo Stuart di Aiden Gillen, il Vincent di Craig Kelly ed il Nathan di Charlie Hunnam sono stati visti solo per dieci episodi, il Brian di Gale Harold, il Michael di Hal Sparks ed il Justin di Randy Harrison hanno avuto una vita lunga ben 83 episodi; questo ha permesso di avere molto più tempo per esplorare una vasta gamma di argomenti di rottura e problematici, di aggiungere molti personaggi e di inserire nel mezzo Dio sa quante scene di sesso.

Nel corso dei suoi cinque anni di messa in onda, QAF USA ha trattato praticamente ogni aspettodella moderna esperienza gay: il coming out, il matrimonio, l'HIV e le relazioni sierodiscordanti, il bugchasing , l’uso e l’abuso di droghe, le molteplici forme di omofobia, il rimorchiare, l'adozione... e, in molti casi, ha affrontato il problema in questione con grande successo. Dalla reazione del padre di Justin alla sua sessualità nella prima stagione, alla minaccia di discriminazione causata da parte del governo nella quinta stagione, ha navigato tra difficili argomenti con delicatezza e, spesso, soprattutto quando la meravigliosa Debbie di Sharon Gless era coinvolta, con umorismo.

Naturalmente, come per ogni seriedalla lunga messa in onda, non è stato un viaggio perfetto: ci sono stati occasionalmente degli episodi che sono risultati piatti e delle sottotrame che hanno faticato nel colpire nel segno (l'esecuzione della caduta di Ted nella dipendenza dalle metamfetamine (crystal), per esempio, è stata brillantemente interpretata ma ha avuto i suoi tentennamenti). Ed è un peccato anche che la presenza delle minoranze etniche e di personaggi di colore fosse così bassa.

Eppure, alla fine del secolo, semplicemente non esisteva un altro show della televisione americana che stesse facendoquello che Queer As Folk ha avuto il coraggio di fare. Il co-creatore Ron Cowen ha recentemente rivelato che gli agenti si rifiutavano di presentarei loro clienti per i ruoli ("Alcuni attori che conoscevamo ci hannoraccontato che gli agenti dicevano loro di non presentarsi per Queer as Folk... era a causa del suo contenuto, dell’essere uno show su persone gay"), mentre Sharon Gless ha detto che lei non sa nemmeno dire a quante reti siano stati offerti i diritti di trasmissione prima che la Showtime alla fine dicessedi sì.

Ma che progetto importante si è poi rivelato essere. Per cominciare, le scene di sesso gay dell'episodio di apertura sono state le prime ad essersi mai viste in una serie americana. Più di questo, è stato uno dei più grandi show di sempre a rappresentare personaggi gay come parte principale della narrazione, piuttosto che presentarli come corpi morti in drammi polizieschi o come “migliori amici gay” bidimensionali. Nel corso della sua rappresentazione durata la metà di un decennio, QAF ha mostrato tanti colori diversi della comunità gay ed esplorato le lotte che così tanti di noi devono affrontare, a prescindere dall’orientamento sessuale: la perdita del lavoro, l'infedeltà, l'impegno, la dipendenza, gli appuntamenti, l'innamoramento.

E ha funzionato: Queer As Folk era diventato rapidamente la più grande attrazionedella rete via cavo e ha dato ai giovani di tutto il mondo il coraggio di sentirsi sicuri nella propria pelle e di dichiararsi ai propri cari.

Dopo essere andato in onda per cinque anni, il suo ultimo episodio fu trasmesso il 7 agosto 2005 ed il dibattito sul finale, se fosse stato un addio appropriato o invece una fievole scappatoia, ha continuato a dominare bacheche e account Twitter di devoti fans sin da allora (attenzione seguono spoiler). Anche se la maggior parte degli eventi spettacolari della stagione di chiusura avvieneprima dell’episodio 13 piuttosto che in esso - la bomba esplosa al Babylon, Brian che dice 'ti amo', Emmett e Drew che si separano - ogni personaggio ha probabilmente avuto il suo finale più giusto: il matrimonio di Brian e Justin - una prospettiva che minacciava di far deragliare tutto quello che pensavamo di sapere sulla loro relazione - fu fortunatamente cancellato ("Che ci vediamo la prossima settimana, il mese prossimo, mai più, non fa differenza. È solo tempo.”), Hunter è stato adottato ufficialmente da Michael e Ben, ed una Lindsay definitivamente riunita a Melanie, si leva di torno per iniziare una nuova vita al di là del confine canadese.

Soprattutto, però, è stato il discorso improvvisatodi Michael, davanti ad un'affollata conferenza stampa, che in realtà ha riassuntociò che lo show rappresentava ed era diventato. Dopo essere stato costretto a recitare un monologo di pre-scritto da altri su come i gay siano come le famiglie "normali" della periferia di tutti i giorni, lui invece dice: "Dobbiamo tutti avere la stessa vita per avere gli stessi diritti? Essere diversi è ciò che ci rende tutti uguali. E' ciò che ci rende una famiglia." Anche se non è sempre stato eseguito perfettamente, questo era il messaggio che QaF USA voleva mostrarci e per cui si è battuto e, per la maggior parte, è stato un successo clamoroso. Non c'era mai stata una serie simile, ed anche tenendo in considerazione show come Looking, non ce n’è stata nessun altra da allora.



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